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Giuseppe Collerone, anziano e vispo avvocato!



mercoledì, ottobre 14, 2009

TIBI DABO!

Parlava in latino: Tibi dabo...! L'uomo, che interloquiva, gli disse: " non capisco". "Mi spiego", rispose, "significa:" "Ti darò!...." Il suo dire rimase sospeso ed enigmatico. "Che cosa mi darai?" chiese con insistenza il suo interlocutore. Era affascinante e ipnotizzatore, qull'incantadiavoli. Incantava tutti con la sua voce suadente ed affabile. Il tempo trascorreva veloce all'ascolto dei suoi discorsi ed era difficile staccarsi dal luogo dei suoi incontri: una grande piazza piena di luce e di colorati alberi ed erbe. Stranamente sembrava un giardino dove si stava bene al soffio di un leggero e dolce venticello rest0ratore. Il modo fabuloso di parlare di quell'essere luminoso evocava visioni appaganti e le parole erano piene di sentimento e di suasione e si insinuavano nei gangli della mente e dello spirito, avvincendoli. Una soffusa aura di sorriso illuminava il suo volto e rendeva ancor più gradevole ed accetto il suo discorrere. Dalla radice del suo naso si dipartivano due profonde rughe, che, a mò di cornetti, adornavano la sua ampia fronte. Con i suoi occhi chiari scrutava i suoi conversatori fin nelle viscere. Stavan gli ascoltatori davanti a lui con grande trepidazione e inquietudine: li seduceva. " Ti darò", cominciò l'essere seducente,"ti darò la scienza! Con essa potrai conquistare l'immortalità, la felicità perduta, l'intelligenza ed ogni altra prerogativa, che ti faranno innalzare in alto, in alto...!" "Ma questa io ce l'ho" rispose". "Partendo dall'esperienza di molti sono riuscito a vedere e guardare là dove l'occhio umano non può penetrare, ho potuto scoprire l'universo, ho potuto dedurre molte leggi, che regolano la vita e la natura, ho constatato che l'intelligenza dell'uomo sorpassa ogni intelligenza esistente sulla terra ed ha la capacità di controllare ogni altro essere e ogni cosa, ma ho dovuto constatare come essa sia bivalente: può allargare l'orizzonte della conoscenza, come può oscurarlo e distruggerlo". "Avrei mille esempi da farti", disse l'uomo interrogato, " ma ne basta uno per mostrarti la bivalenza della scienza: La scoperta dell'energia atomica avrebbe potuto essere per l'uomo un momento di grandissimo sollievo ed aiuto...ma..., c'è un ma che si chiama Hiroschima e Nagasachi e centinaia di migliaia di uomini distrutti dalla bomba atomica in pochi istanti e l'energia atomica da buona diventò distruttrice". Ne vuoi un altro esempio, forse un pò più pedestre, ma ugualmente efficace: tanti millenni fa l'uomo, con la sua intelligenza scientifica scoprì la ruota. Bene! La ruota che doveva aiutare l'uomo, rendergli la vita più facile, venne utilizzata per trasportare armi, uomini armati, ed ogni congegno di guerra utile alla distruzione di uomini e cose! Non mi convince il tuo regalo, o mio interelocutore, la scienza non dà sicurezza, felicità, immortalità, anzi mi mostra la sua limitatezza, fallacia ed ambiguità. Il tuo dono non mi convince e non mi soddisfa." " Poichè il dono della scienza ti sembra ambiguo, Ti darò" disse all'uomo, quell'essere fascinoso, che gli stava di fronte ," la salute? Io, se vuoi, te la posso dare." " Ma questa io ce l'ho" gli rispose l'uomo, " anche se essa è sempre mutevole. Or c'è, or va via: Si ha e si perde e magari si riacquista. E' limitata, ma può durar nel tempo fino a quando si perde definitivamente. E' passeggera!" " E dunque, allora non sei a questo regalo interessato?" disse l'essere fascinoso. "No!" soggiunse l'uomo " vorrei qualcosa di duraturo." " Tibi dabo, ti darò allora la bellezza?" affermò quell'essere suadente con un sorriso sornione e leggermente beffardo. Rispose l'uomo dopo un respiro profondo: " ho girato il mondo ed ho visto tanta bellezza.Essa riempie la terra: uomini, animali, pesci, volatili ed esseri striscianti, insetti, alberi, fiori, erbe.... Se poi guardi i cieli, notte e giorno che sia, rimani estasiato, se vai nelle viscere della terra rimani affascinato per le immense bellezze che vi si nascondono. Financo ciò che all'apparenza sembra brutto o sgradevole, nasconde un grande incanto. Ma anch'essa è passeggera, or è ricca e fiorente or è evanescente e quanto svanisce, appare tutta la sua futilità." " E allora, quid Tibi dabo? disse sdegnosamente quell'essere affascinante. Ti darò tutti i pieceri della vita, nei quali troverai ogni godimento: intelligenza, sesso, gola, il piacere degli occhi e quello dell'udito, mani che potranno trasformare ogni cosa che tocherai, ed aggiungo, sgnignazzò quell'essere, " Ti darò la ricchezza e con essa potrai acquistare tutto e tutti, vincerai ogni resistenza e avrai potere su ogni cosa!". L'uomo rimase turbato e soggiogato, abbassò il capo davanti al suo interlocutore e rimase silenzioso. Una luce spettrale avvolgeva l'essere innominato, luce che abbagliava gli occhi bassi dell'uomo chino, che sembrava sconvolto e meditabonto. " Non mi rispondi, o uomo? So che sei caduto in gran confusione, ma non posso aiutarti e non posso darti di più. o prendi o lasci." L'uomo alzò lentamente il volto verso il suo interlocutore. Rimase abbagliato dalla luce rossa fiammeggiante, che si sprigionava da quell'essere. Si coprì gli occhi con una mano e aprì la bocca, desiderando rispondere, ma la sua voce sorprendentemente non si sentiva e si notava solo il movimento della bocca, mntre il suono della voce si disperdeva nell'aere fattosi, in quell'istante, caliginoso. " Non ti sento", disse l'essere. L'uomo fu preso da una grande terrore ed ebbe paura di lui. " Tu vuoi davvero darmi la ricchezza? Non c'è inganno sulla tua bocca? Non mi stai tendendo un tranello atroce?" disse l'uomo con tutte la voce che si trovava in corpo. " Ecco, ora ti sento" soggiunse l'essere fiammeguiante,.. No,no! non ti inganno. Io sono il dispensatore di tutti questi doni e sono il signora della ricchezza. Sta a te approfittarne. Da te voglio solo gratitudine e null'altro, tutto quello che ho promesso sarà tuo" disse l'essere fiammeggiante, con un sorriso accattivante. "Mi piacerebbe avere tutto e dominare il mondo!" rispose l'uomo, con il volto infiammato e pieno di angosciosa attesa,"Se sei capace di darmi quel che mi hai promesso, io starò a te sottomesso e ti ubbidirò". "Se tu mi ubbidirai, io Ti porterò in alto... in alto e ancora più in alto, là dove nesuno potrà recarti danno e ti darò la pienezza dela felicità e tutto il potere sarà nelle tue mani!", promise quell'essere luminoso. E aggiunse con voce persuasiva: "Conosco la tua fragilità e sono certo che avrai momenti di titubanza e di disillusione, ma se tu mi seguirai e mi darai ascolto, io risolverò ogni tuo problema e ti libererò da ogni angoscia." L'uomo ammutolì, si fece scuro in volto, chinò il capo con atteggiamento pensieroso: "Come rifiutare una simile promessa....,come rifiutarla?" diceva tra è e sè. Il cuore gli batteva a martello e sentìva dentro di sè una voce misteriosa, che gli risuonava dentro il petto e nella mente, e, con tono pacato e lieve, gli suggeriva: " non ti fidare.... non ti fidare, resisti a quest'essere misterioso, molto intelligente ma ingannatore, stai molto accorto! Tu pensi davvero che la felicità viene dal denaro e che seriamente avrai nelle tue mani piacere e potere? No ti dico.E' vero che egli ha un potere grande sugli uomini, ma non ha il potere di vita e di morte." Un'emozione profonda pervase l'uomo inquieto e sballottato dalle promesse dell'essere lfiammeggiante e dai suggerimenti di quella voce interna che lo sollecitava in senso contrario. Strinse le tempie, che sentiva pulsare con grande violenza, tra le palme delle mani e strofinò gli occhi con l'indice ed il pollice, come se volesse cacciare una cattiva visione. Si sentiva come smembrato e la mente squassata. Dentro la sua mente e nel suo cuore sentiva quell'altra voce serena e piena di dolcezza: " non ti fidere, non ti fidare! Vedi come ti ha ridotto con la sua semplce promessa, confuso, ansioso, tremante e pauroso. Che ne sarà di te se a lui venderai la tua libertà per un pugno di danaro?
Il danaro è un dio potente, ma avaro, che ti ubbriaca e poi ti spoglia della serenità e del tuo animo generoso."Vuoi cedere il tuo vero potere? O danaro o amore. Ambedue non ti possono essere regalati. Sarai legato mani e piedi e perderai la liertà!" suggeiva la misteriosa voce dentro l'uomo.

L'essere fece scendere una nube caliginosa, che provocò paura e confusione nell'uomo:

"deciditi" , disse, l'essere sfolgorante. che si trasformò in un essere dalla faccia incattivita.

"Sono confuso", rispose l'uomo, "avrei bisogno di riflettere".

"Il giorno sta per scadere e non hai molto tempo a tua disposizione" soggiunse quell'essere pauroso.

"Dammi ancora un giorno, chè io possa riflettere e darti una risposta. Ora non posso.... ora non posso!" l'uomo

"Non ti è concessa se non un'ora sola, trascorsa la quale non avrai più tempo di scelta." aggiunse quell'essere.

L'uomo non disse null'altro e andò a nascondersi dietro l'albero di ulivo che era cresciuto in fondo alla Piazza, sedendosi sulla polvere.

Dopo essere stato in silenzio ed evere guardanto alla realtà sua e degli altri esseri simili a lui, gli venne in mente una chiara riflessione: ..."di fango io sono fatto ed in polvere regredirò e lascersò dietro di me fango e polvere. La ricchezza , è vero, ha un potere immenso, ma dura un niente e niente di essa mi seguirà alla mia morte e dunque?...?

Si alzò lentamente da terra e, lassciata la dolce ombra dell'ulivo, si dieresse sotto l'accecante sole , verso l'essere sfolgorante. Si sentiva appesantito ed invecchiato, come se quei pochi istanti di riflessione fossero durati anni ed anni.

L'essere sfolgorante ancor più incattivito in faccia era nell'attesa del suo ritorno.

" E allora?" lo apostrò con voce irritata "" quale è la tua decisione? Prendere o lasciare, non hai una terza scelta".

L'uomo si pose al cospetto di quelle'essere e lentamente alzò lo sguardo verso di lui e gli rispose:

"Se tu mi dai il potere di sconfiggere, la morte.... la mia morte, io sarò a te sottomesso per sempre!"

Scoppiò un lampo accecante seguito da un rombo assordante di tuono ed una densa nube invase il luogo dove si era posto l'essere sfolgorante.

Si sentì una voce possente:" su questa non ho potere!"

L'uomo si ritrovò solo in mezzo alla grande piazza illuminata da un tiepido solo, che gli scaldava le indirizzite membra ed un gruppetto di persone nelle adiacenze lo guardava con curioso smarrimento e diceva : "Polvere noi siamo ed in polvere ritorneremo. O stolto uomo, a che cosa ti sarebbero servite tutte le tue ricchezze se fossi morto? Sei ritornato in vita. medita....medita!"



2 commenti:

floflo ha detto...

Che pagina di lirismo straordinario, papi! Sono rimasta senza parole, anche se il tuo "muso" ispiratore è quel brutto ceffo incantatore!TI abbrraccio forte perorando ancora un po la causa del vostro viaggio a Bergamo per il compleanno di Chiara! Daaaaiiii!

Figlio in Cielo di GiuseppeCollerone ha detto...

Vedo che segui il mio Blog e son contento.
Ti aspettiamo.
Bacioni a te a quell'incanto della mia nipotina che Chiara si chiama e chiara e limpida è ed a Giuseppe.
Ne parlimo a casa.
Papà