Come il mormorio
del ruscelletto,
che da monte
scende a valle,
lascia che nel mio cuore
scenda lentamente
una murmure preghiera.
Arresta, o uom affticato,
dal dolor distrutto,
gli irretiti pensieri,
anche per pochi istanti.
Non divagar
per peregrine vie.
Non inseguir chimere,
che, come aquiloni
dal vento sballottati,
vengon trascinati
nell'aer inconsistente
da invisibili correnti.
Portano i pensieri
in lontani lidi
del dolor prigionieri.
Non vagabondar
per i cieli evanescenti,
fissa per un istante la tua mente
sul Cristo sofferente,
rifiuto degli uomini,
eppur liberatore,
ucciso dall'odio
risorto per Amore.
Il cuor si librerà
su cieli di alabastro,
sui quali spedito potrai
camminare.
Sali sul carro ardente
e vola là dove
ti porta il cuore.
Spariranno la sofferenza,
la stanchezza ed il dolore
e della vita l'oppressione.
S'apriranno nuovi orizzonti,
nuovi cieli e terre nuove.
L'ebbrezza della luce
e degli infiniti spazi
leniranno del soffrir l'affanno.
Il gemito trasformerai
in murmure preghiera,
che come olio e dolce nardo,
profumerà la vita
bagnerà le asprezze
del tetro e muto dolor.
Come collirio detergerà gli opachi occhi
e vedrai la luce.
Nello splendor della nuova aurora
ritroverai nel chiaror del giorno
il glorioso Segno del Risorto,
che vive ognor,
dopo essere morto.
In Lui incontrar potrai
l'oggetto del tuo amor,
che credevi d'aver perduto,
dalla morte rapito.
Cl, 30/07/2005
GICOL

Nessun commento:
Posta un commento