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Giuseppe Collerone, anziano e vispo avvocato!



mercoledì, luglio 28, 2010

REQUIEVVIVA

LA MORTE DELLA D.C.

Minata da grave malattia,
povera Bianca Diccì,
dopo lunga agonia,
sei morta in questo dì:
26 luglio 1993.
Prima di morir
t'avea picconata
il sor Cossiga,
con ghigno beffardo
e sorriso di iena.
Un'orda di giustizieri,
forti di un nutrito pool
di pubblici ministeri
con giuridici espedienti,
alfin t' ha affossata
e poi t'ha distrutta.
Fiamma fosti d'amor
della mia giovane vita.
T'amai, a suo tempo,
con amore innocente
e tu al mio amor
con amor rispondesti.
I tuo amanti
prima t'avean lordata
e poi disonorata,
approfittando di te
durante l'interregno,
facendoti sfruttar
da tutti, amici e nimici,
senza alcunn ritegno.
Dalle tue ceneri,
dicon alcun epigoni,
che oggi all'Italia
è nato un bambino,
che nomato han: PPI.
E' nato vecchio, poverino,
ha la racchia faccia
di martinazzolimino
e la voce gracchia
di eterno bambino
di rosarussoiervolino.
Pare che la semente
sia quella di don Sturzo,
dal crioconservatore riesumata
in qualche sacrestia.
Qualcuno sussurra sottovoce
che, forse, è figlio
dell'astuto "gobbettino",
che, sottoman, ancora
detta legge col telefonino.
Da gran puparo, qual'è,
tira tuttora le fila
sulla grande scena
di quest'Italia sgomenta,
afflitta e amareggiata,
da mille problemi
attanagliata.
Sento che il cuor
lacrima sangue,
ma sento,però, di dirti,
seppure offeso ed umiliato,
con orgoglio ed amor:
svegliatevi dal sonnecchiar,
fratelli ed amici,
solleviam l'Italia nostra,
e,con grande vigor.
rivestiamola delle antiche
italiche virtù.
Sul suo capo poniam
una graziosa corona
intrecciata dall'Alpi innevate
dai declivi e ombrosi Appenni
e dall'infuocato Mongibello.
Getta, o Italia, arditi ponti,
sui quali possa passar
la tua progenie:
popoli di forti e liberi
di cittadini onesti
di geni e di lavoratori;
Il tuo mare azzurro come il ciel
disperda e annulli i miasmi
dei profittatori.

Cl, 26/07/1993
Gicol

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