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Giuseppe Collerone, anziano e vispo avvocato!



domenica, ottobre 31, 2010

Il Loncino

Vedendo quanto accadeva
il Centurione, a voce bassa,
per tema d'esse sentito:
Costui è il Giusto , diceva ,
di Dio progenie è veramente.
Mentr'egli così mormorava,
Gesù il Nazareno
reclinò sul petto
il capo lentamente,
con un profondo sospiro
rimise al Padre lo Spiro.
Silenzio in cielo,
squasso sulla terra!
Ammutolirono gli angeli
gli uomini per paura
si nascoser:
O monti, copriteci,
e voi, grotte. le fauci aprite
viscere della terra accoglieteci!
La terra tremò,
i sepolcri si apersero,
sciolser le bende
i morti da gran tempo,
dal sonno si destaron,
e a camminar si diero.
I veli si squarciaron,
i lampi i cieli violentaro,
i tuoni sul monte risonaron,
s'incupì il cielo e pianse.
Giudei, perfidi giudei,
grida il Centurione:
non spezzate l'osso,
come la legge vostra impone
all'agnello immolato.
Egli è già morto,
il cuor gli s'è spezzato.
Vien qui ,Loncino,
ordinò il Centurione,
vien, aprigli il petto
con la tua lancia.
Pungilo,
come del sicomoro
il frutto si punge,
per dargli dolcezza
e il velen si espunga.
Così sia fatto al Cristo
perchè dal suo costato
esca il veleno
che Adamo ed Eva
avea ammorbato.
Coraggio Longino,coraggio,
spacca il suo petto,
perchè dalla fessura
uscir possa quel fiele ,
amaro e velenoso.
che l'uom avea dannato
e immerso nel dolore.
C'e' solo un pò di sangue
ed acqua, che dal costato
schizza lentamente
com'ultimo atto d'amore.
Pungi il costato,
rilutente armiere, pungilo,
perchè come del sicomoro
si punge il frutto per addolcirlo,
così dal suo costato aperto
uscir possa dall'uom
l'amaro fiele,
che ha resa amara la vita,
per rendergliela dolce,
ancor più dolce del miele.


Cl, 01/11/2010

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