Era un ssplendido giorno di primavera
inondato di luce e di colore.
All'alba nascesti nel giorno natal di Roma,
da un grido di gioia di mamma accolto
e dalla mia grande commozione.
Eri un bel bimbo da noi tutti amato,
amore che si è sempre espanso
rimasto fino ad oggi inconsumato.
Che festa... che gioia!
Ora la festa in lutto s'è mutata.
Ma tu sei felice, figlio mio diletto,
nei miei sogni e nelle mie fantasie,
che mi lascian sempre tanta nostalgia!
Mi attenagliano il cuore
e mi inondano gli occhi di lacrime amare.
La tua vita fu un sogno
interrotto sulla terra,
che corre ancor fantasticamente
nei cieli dei cieli felicemente
là dove verrò a rivederti.
sabato, marzo 12, 2011
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