Piccole bianche nubi
stan fisse nel blu del cielo.
Suì coppi del tetto
tubano i colombi,
mentre sugli alberi
sparsi all'intorno
le ruginose tortore
si lamentano d'amore.
Senti dei galli
gl allegrii canti
e delle galline i coccodè
ammirati e giosi
per il deposto uovo.
Ululano e abbaiono
in lontananza i cani
e gli uomini parlan
nei casolar vicini.
Le verdi e rugginose
lucertole s'aggrappan
passeggiando sui
verticali muri
e sulle roventi pietre.
Striscia poco distante
sulla trazzera erbosa
spaventoso
un serpente nero.
Cadon smosse
dal vento leggero
le gialle foglie
del mandorlo
carico di frutti.
Giù nel valloncello
l'ulivo sempreverde
matura le bianche olive,
il melograno mostra
le rosseggianti melograne.
Attorno campi gialli
copron le valli e le colline.
(La descrizione dei luoghi può continuare ancora, ma io già stanco di quanto descritto mi riposo)
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2 commenti:
Che bello, è tornato il poeta romantico e sereno che più amo.... ah...questa albana... quando scendiamo dalla nave la tappa successiva sarà la nostra dimora camapagnola... così potrai insegnare a chiara a riconoscere le tortore, i mandorli, il tramonto e ad amare la natura, come si conviene ad una "amica di S Francesco.Baci a te e mamma
Sono contento di poterti ospitare alla Albana e far conoscere alla mia nipotina a conoscere gli animali, ma anche gli alberi, i fiori e le erbe buone e cattive ed ogni altro genere di cose.
Papà
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