Benvenuti nel mio blog.

I miei amici sono graditi.



La produzione letteraria è riservata anche se fruibile da parte di tutti.



Sono contento di avere molti amici.



Vi voglio tutti bene.



Giuseppe Collerone, anziano e vispo avvocato!



sabato, gennaio 09, 2010

PADRE NOSTRO

"Padre nostro che sei nei cieli"

Questa è l'inizio della più bella preghiera, che Gesù di Nazaret, detto il Cristo, ha lasciato ai suoi discepoli.

E' una preghiera unica, che nessuna altra religione,credo, reciti e credo anche che è la preghiera che tutte le religioni invidiano ai cristiani.

Una preghiera che è diretta verso l'alto e va anche verso il basso e copre ogni dimensione della vita divina ed umana.



"Padre nostro "

I discepoli , invidiati di quanto insegnava Giovanni il Battista, chiesero a Gesù di insegnar loro come pregare.


Gesù disse ai suoi discepoli:


quando pregate, pregate così:


" Padre nostro, che sei nei cieli,


Sia santificato il tuo nome,


venga il tuo regno,


sia fatta la tua volontà,


come in cielo così in terra.


Dacci oggi il nostro pane quotidiano,


rimetti a noi i nostri debiti,


come noi li rimettiamo ai nostri debitori


fa che non si entri in tentazione,


ma liberaci dal male.

Amen

Questa preghiera. è vero che è un preghiera bellissima, dolce, rasserenante, che ci consente di chiamare Dio Padre, ma non è possibile invocare Dio, come Padre, se prima non si contestualizza la preghiera, che Gesù ci ha lasciato per pregare suo Padre, dandocelo nostro Padre, se non si realizzino nella nostra vita le condizioni per poterlo invocare.

Certanente Pietro, Giuda e tutti gli altri discepoli più vicini a Gesù, non potevano chiamare Dio: Padre nostro!

Anche umanamente non è facile chiamare una qualsiasi persona: padre! perchè colui al quale ti rivolgi o è tuo padre e ti dà retta ovvero è una persona diversa, non legata a te, e non solo non ti ascolta, ma ti respinge!

Per potere chiamare padre una persona ci vuole un rapporto di figliolanza (materiale o spirituale) e/o un rapporto di intimità generazionale o adottiva.

Nel contesto in cui il Nazareno più volte invoca il padre con passione, con forza e in preda ad una indicibile tristezza e angoscia, i discepoli dormono o tramano la sua "consegna" ai nemici e neanche lo sentono .

I discepoli, anche i più vicini e chi aveva vissuto, mangiato, dormito con Gesù come fratello (e tali li aveva chiamati più e più volte), non capirono affatto la preghiera del Padre nostro , se non dopo molto tempo e dopo avere provato e sentito l'amore "quello vero" " quello risorto" nella loro esistenza.

Solo dopo avere gustato l' "Amore risorto" la loro bocca potè aprirsi e pronunziare con molta dolcezza l'espressione, loro insegnata dal loro fratello: Abbà, Padre nostro".

Non si può capire il concetto di "Padre" , se non scopri la sostanza ed i sentimenti del Padre.

La paternità umana, a fronte di quella di Dio, può essere somigliata ad un ombra inconsistente, eppure anche quella umana somiglia, sia pure come ombra, a quella di Dio.

Chi non ha la testimonianza dell'Amore risorto, non riuscirà nè a vedere un Dio Padre,nè a chiamarlo con tale nome.

Questa è anche la mia esperienza e posso testimoniare che è possibile diventare figlio di Dio.

Anch'io ho avuto un sussulto del mio essere e della mia esistenza quando, di fronte alla salma del mio figlio, tra lacrime e grida, sfidavo Dio recitandogli con singulti strozzati: "credo in Dio Padre!"

Lo invocavo e gli dicevo di crederlo come Padre, ma i fatti che erano accaduti, confermati dalla salma di Filippo davanti ai mei occhi, non me lo mostravano come tale.

La mia mente era impazzita ed il mio cuore traviato e distrutto.

Ma mi eri veramente Padre in quei terribili momenti di struggimento e di morte?

Prostrato al suolo nell'orto degli ulivi nel Getsemani Gesù invocava con struggenti richieste di aiuto: "Abbà, Padre!"

Non era un grido di dolce e gioiosa invocazione, ma un grido di profondo dolore per l'assurdità dei fatti che stavano per travolgere la sua vita.

Davanti al Sinedrio, ai sacerdoti, agli anziani, ai capi ed agli scribi (l'elite del popolo ebreo), che per per bocca di Caifa gli chiedeva di dire se fosse il figlio del Benedetto, Gesù disse: "Io lo sono", che significa io sono Jhvh.

Gesù il Nazareno, così dicendo, si era condannato a morte.

Eppure egli affermò di avere come Padre Dio, il cui nome era impronunziabile.

Lo stesso Pilato, Governatore romano della Giudea, che esercitava lo "jus vitae ac necis" ( diritto di vita e di morte) su quelle popolazioni, essendo un magistrato corretto nell'applcazione della lex romana, esaminate le accuse e preso atto che non trovava nel comportamento di Gesù nessun motivo di condanna, tentò ancora di liberalo, ma i Giudei, ritenendo che Pilato non voleva condannare Gesù lo minacciarono gravemente, mettendolo di fronte alla loro legge e gridandogli: " noi abbiamo una legge e secondo la legge deve morire, perchè si è fatto figlio di Dio", e ... " se lo lasci libero, non sei amico di Cesare: chi si fa re, si dichiara contro Cesare".

Acora una volta in questa occasione Gesù Ha chiamato l'innominabile Dio degli Ebrei come Padre.




Padre degli uomini che Ti invocano da soli o in compagnia.


E questo mi sta bene e mi rallegra.



Colui che si è fatto chiamare Tuo figlio, Gesù il Nazareno, ha voluto fare agli uomini un regalo gratuito ed incommensurabile.



Sono contento di averTi come padre e spero che anche Tu possa essere contento di avermi come figlio.



Sono perfettamente consapevole che non ho la Tua natura, però mi accontento di essere come un cagnolino, che può scodinzolare e guaire nell'ascolto della Tua voce e nel sentirmi chiamare da Te con il mio nome, come un padre chiama un figlio.



"...che sei nei cieli..."



Dove sei?




Quando ero piccolino qualcuno mi insegnò che Tu eri " in cielo, in terra ed in ogni luogo".




Perchè, dunque, così mi insegnarono?




Gesù di Nazaret ci ha detto che Tu " sei nei cieli".




Ma è certo che sei nei cieli?




Io, a dir la verità, non riesco a vederTi.




Voglio ricordarti lo stupido tentativo di prenderTi in giro posto in essere da quegli spacconi e rozzi russi?




Gagarin mentre girava nel vuoto, facendo un orbita attorno alla terra, nel silenzio attonito del cosmo, disse che non ti vedeva da nessuna parte.




Aveva egli ragione ovvero i suoi occhi erano come i miei?




I miei occhi sono talmente miopi che non riescono a vedere a distanza di qualche chilometro (e molto confusamente) e comunque il mio sguardo non va al di là della parete che mi separa dalla restante parte del mondo, che, però, so che esiste per la esperienza che ne ho.




Molti alzano gli per scrutare il cielo, ma non Ti vedono.




Questi tali si accontentano di dire che è talmente immenso l'universo, che forse da qualche parte Tu ci sei ovvero si accontentano di pensarti come uno che non sta in nessun luogo percepibile dall'occhio umano. o che forse sei un'illusione.




La terra vista dalla luna sembra meravigliosa, soffusa di una luce azzurra, come ci hanno narrato gli astronauti, qualche tempo fa approdati sulla luna. Eppure è appena un puntino nella nostra Galassia e la nostra Galassia e una piccola parte di quell'intreccio di Galassie immensamente più grandi (la cosidetta via lattea), di cui i nostri occhi non riescono a vedere se non un barlume, al cui interno pulsano un numero grande di soli, incalcolabili pianeti di varia grandezza, innumerevoli satelliti e un'immensità di puviscolo di grande o piccola dimensione che corre veloce e attraversa questo immenso universo, che noi riusciamo solo ad immaginare, ma che non conosciamo se non in minima parte e comunque non vediamo.




Gli uomini comuni, così come gli scenziati si sono sempre interrogati di fronte all'immensità dell'universo ed il salmista ebreo resta sbalordito ed esclama: "..O Signore, nostro Dio, quanto è grand il Tuo Nome su tutta la terra, sopra i cieli si innalza la Tua magnificenza...." ...Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissate, che cos è l'uomo perchè te ne ricordi e il figlio dell'uomo perchè te ne curi? ..."




Il suo nome, dunque, è grande su tutta la terra ed è magnifico al di sopra dei cieli!




Come si dice volgarmente " l'uomo resta a bocca aperta" e senza parola di fronte ad una simile visione (seppur confusa ai suoi miseri occhi) di grandezza, ordine, armonia e bellezza!




E' un mistero grande, che provoca confusione nel piccolisimo cervello dell'uomo e contemporaneamente questo piccolissimo cevello riceve una tale luce da questo mistero, che resta abbagliato dalla magnificenza di questo Essere, che viene presentato come un Padre dal Nazareno.




Eppure l'uomo non riesce talvolta ad accetare di essere abbagliato da questa luce (o meglio illuminato) e si interroga: allora sei, forse, davvero un Essere invisibile, imponderabile, intoccabile ovvero sei semplicemente inconsistente?




E se guarda ancora la sua storia nei milenni si accorge di avere scambiato quest'Essere misterioso, ma vero ed esistente, con un serpente o con un bue, ovvero con la "gloria" dell'uomo o con la terra, la Luna o con feticci di ogni genere, idolatrando ogni cosa ed escludendo dalla sua presenza questo Padre che lo ha fatto, lo ha plasmato e lo ha reso consistente ed intelligente.




Ma le opere tutte gridano della Tua presenza: " ... i cieli narrano la gloriadi Dio e il firmamento annunzia l'opera delle sue mani...".




La mia materialità e la mia picolezza di essere, che abita in un certo luogo e sotto un lembo di cielo, mi rende incapace di guardare al di là dell'orizzonte, che, come una botte, limita la mia visione e null'altro riesco a vedere oltre la mia finestra.




Riconosco questa mia incapacità e, però, mi sono sempre chiesto: " anche se mai ho visto l'America o il lontano oriente, risulta vero che tali continenti esistono, sono popolati da uomini, hanno la stessa aria, città, monti, mari, laghi ameni, cieli azzurri o nuvolosi ed altra similare materia come quella che io osservo nel mio ambiente con il mio occhio, la cui vista si ferma ad ogni barriera".




Eppure io non ho mai visto tali luoghi.




Lo so perchè c'è stato qualcuno (Colombo ed altri Marco Polo ed altri) che mi hanno narrato l'avventura della loro scoperta grande che ad Est e ad Ovest del mio lembo di terra esistono oceani immensi e terre grandi ed estese. Ne ho anche una mia piccola esperienza. Quando il mio lembo di terra, nel luglio del 1943, venne calpestato dai soldati, mi dissero (che a causa della mia fanciullezza poco comprendevo) che quegli uomini venivano da quelle terre lontane con i volti di tanti colori per liberarci non so da che cosa (dal fasci-nazismo!), come ho saputo molto tempo dopo. Voglio aggiungere ancora un'osservazione: Gli astronauti americani sono sbarcati sulla luna e tornando indietro ci hanno riferito che la luna, nel suo splendore, non è una palla luminosa, ma un luogo simile alla terra, forse inospitale, ma simile alla terra.




Cosa,allora, è accaduto?




Per conoscenza diretta o anche indiretta o per rivelazione di qualcuno che mi ha preceduto nell'esperienza, anch'io ho conosciuto l'America, l'Oriente e la Luna anche se materialmente non li ho mai visti.




So anche che esiste Haiti perchè le notizie della sua sorte e della sorte degli uomini che la abitano mi hanno rattristato per la grande distruzione di uomini e cose, che ha provocato il terremoto.




Eppure ora la conosco, e come!




Miserabile che sono ed incorregibile miscredente, figlio infedele e irriconoscente di un paternità assoluta!



"Padre nostro che sei nei cieli!"

Fa che io possa avere la grazia di riconoscerTi "Padre nostro".


Aleardo Aleardi, mi insegnò nella mia adolescenza, a conoscerTi in modo lirico e a vederTi con gli occhi di poeta: "...Ovunque il guardo giro,/Immenso Dio Ti vedo, nelle opre tue Ti ammiro,/ Ti riconosco in me..."




Egli, che pur come me era un miope, riusciva a vederti in cielo, in terra, in ogni luogo ed anche in se stesso.




Se ho creduto a Colombo, se ho prestato fede a Marco Polo, perchè non credere a quello che i miei padri mi hanno trasmesso?




Permettimi allora, Padre nostro, di chiederTi scusa (anzi perdono) per i conitnui dubbi che mi sospingono lontano dagli insegnamenti e dall'esperienza che di Te mi hanno trasmesso i miei padri e la grandissima ed inestimabile esperienza che di Te ha il Tuo Gesù e che ci ha trasmesso




Egli mi ha insegnato che Tu non sei solo in cielo, ma che insieme a tuo Figlio hai voluto farti partecipe dell'uomo, riguadagnandolo alla Tua paternità e facendoTi presente in Lui.




Il Tuo Figlio, che conosce Te come se stesso, alla domanda di Filippo di Betsiaida: "... mostraci il Padre?.." (come ci riferisce Giovanni), lo rimproverò benevolmente: ".. da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire : mostraci il Padre? Non credi che io sono nel Padre ed il Padre è in me?..."




Eccezionale testimonianza della presenza visibile di Te nel Tuo Figlio e di immedesimazione di Tuo Fiflio con Te; immenso regalo che egli ha fatto all'uomo, miserabile creatura decaduta umiliata dalla morte, ma sollevata alla divinità da un Amore grande e gratuito come il regalo della vita, che Tu solo le hai dato.




Resto sconcertato e affascinato oltre che lieto di riconoscerTi come Padre (e che Padre!), che il Tuo Figlio Gesù di Nazaret, ha voluto regalare a me a tutti gli altri esseri simili a me.




Dunque Tu sei in cielo, lì Ti rendi invisibile, ma sei anche qui in terra in me e ti rendi visibile nel tuo Gesù e nella Sua e Tua Chiesa, luogo anche materiale dove gli uomini hanno avuto restituito il " luogo del Tuo riposo" e del Tuo Amore.




Giovanni, che ha vissuto ricolmo dell'Amore Tuo, afferma: "..Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui..."




Ecco, dunque, la dimora e cioè il " luogo" dove Dio si manifesta sulla terra!

Padre nostro che sei nei cieli e che ti sei fatto visibile sulla terra nel Tuo Figlio Gesù e sei venuto a dimorare presso l'uomo.




E, dunque, allora quello che i miei padri mi hanno insegnato e cioè che "Tu sei in cielo, in terra ed in ogni luogo" è vero e non contraddice le parole del Tuo Gesù.




Gioite cieli, tu terra rallegrati e tu uomo batti le mani, canta e grida di gioia perchè Dio è in te e con te ed è un Padre amorevole.




La terra e le sue cose gemono ancora finché gli uomini non riacquistano la libertà dei figli di Dio e si convertono alla sua paternitàned al suo Amore.




La schiavitù dell'egoismo priva della libertà e rende l'uomo schiavo di se stesso e delle cose.




Quando avrà vinto L'Amore, allora la terra sarà risanata e non sarà avversa all'uomo, ma sarà sua amica e l'uomo non la sfrutterà, ma la custodirà e da essa dtrarrà sempre frutti abbondanti .




(è tardi e vado a riposarmi ancora, continuerò nei prossimi giorni, la bozza sarà corretta anche se questa parte la publico subito)




Nessun commento: